Ricomincio da qui!

Non mi chieda nessun copyright la D’Eusanio, ma io ricomincio proprio da qui, da questo 16 Ottobre freddoloso, con un nuovo pc portatile e con la voglia di scrivere da qualsiasi angolo della casa, adesso scrivo dal mio letto, domani dalla cucina, poi passando dal divano,per, infine, il bagno…poi dall’università, dal treno o dal pulman: questo il bello di un notebook, poter scrivere sempre con un solo click.

alluvione_messina_1Ricomincio da qui, sotto i peggiori auspici, con i pizzini riniani verso lo stato, con le tensioni tra Napisan ( Littizzetto docet) e il psico-nano (Grillo docet), con uno stato degradato della femminilità italiana e con la pretesa di strappare i veli alle donne islamiche, con un deficente che cerca di farsi esplodere in Italia come se la tensione verso l’Islam non fosse già piuttosto alta, con padri che uccidono figlie perché troppo occidentali, con bastardi senza gloria protagonisti al cinema…(tutti dicono però che questa sia una nota positiva), e con l’ennesime vittime non della natura matrigna mio caro Leopardi, ma della stupidità dell’uomo, della malignità dell’uomo, perché la natura implora solo i suoi spazi.

E ricomincio proprio da una lettera pubblicata sul L’espresso inviata da una lettrice…

Nella trasmissione L’Infedele del 5 Ottobre Gad Lerner faceva notare con disappunto ad un rappresentante della Lega che il quotidiano “La Padania” aveva messo solo nell’ultima pagina la notizia dei morti per la tragedia di Messina. Tanti morti meritavano la prima pagina! A ben riflettere invece, devo riconoscere che quel quotidiano è stato coerente. Coerente col modo di pensare  di coloro che da decenni si alternano al governo del nostro Paese. A quelle persone soffocate dal fango, il giornale ha conferito l’importanza che hanno ricevuto da vive le persone che hanno ricevuto da vive. La stessa importanza che hanno ricevuto da vieve le persone morte a L’Aquila. La stessa importanza che hanno ricevuto da vivi i soldati mandati a morire in Afghanistan; forse meno importanti dei loro fucili e dei loro carri armati. Solo dopo, quando il tritolo li ha fatti a pezzi, sono diventati eroi ed hanno ricevuto la massima considerazione. E l’onore della prima pagina sui giornali. Così avviene da molto tempo. Le tragedie sono sempre annunciate, previste, ma tanti discorsi, tanto tempo, tante energie e tanto denaro, servono per cose ben più importanti della vita umana.

Francesca Ribeiro, email

Olé

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